tradimenti
Il gatto e il topo
Matertattoo
16.06.2026 |
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"Io, svuotato e tramortito dal vino e dalla stanchezza, crollai di sasso sul letto e mi addormentai profondamente..."
A Guayaquil ci torniamo spesso per andare a trovare la famiglia di mia moglie, e ogni volta finiamo per rivedere la solita gente, quella di sempre, quelli con cui dopo cinque minuti sei già come se non fosse passato neanche un giorno. Miguel e Carla sono così. Li conosciamo da una vita, e quando ci hanno invitati da loro, durante uno di quei viaggi di tre o quattro anni fa, sapevamo già che non sarebbe stata una cena tranquilla, ma una di quelle serate che partono con una birra in mano e finiscono chissà come.
Carla è l'amica storica di mia moglie ed è un' avvocato,mentre Miguel il compagno è un ingegnere.Poi c'erano anche Javier, il fratello di Carla – un cantante di musica latina, uno che anche da fermo sembra stare già su un palco – e Paola, l'ex compagna , che faceva parte del gruppo con una naturalezza tale che nessuno ci trovava niente di strano. Eravamo tutti amici, tutti in confidenza, tutti già pronti a prenderci in giro pesantemente ancora prima di sederci.
L'incontro era iniziato nel tardo pomeriggio e l'alcol aveva preso subito a girare senza tregua. Birre aperte una dietro l'altra, battute che si accavallavano, risate forti, gente che parlava sopra agli altri senza che nessuno se la prendesse. Miguel era uno di quelli che quando comincia a raccontare tiene banco senza nemmeno provarci, Carla gli rispondeva al volo, Javier infilava uscite da cantante consumato e Paola non lasciava passare niente. Io,il solito showman, ero dentro fino al collo come gli altri: ridevo, bevevo, interrompevo. Eravamo tutti già abbastanza ubriachi da perdere il filo dei discorsi e abbastanza allegri da non averne il minimo problema.
Con l'andare delle ore, complice l'alcol e la fame che cominciava a farsi sentire, ci spostammo tutti nel patio, nella parte scoperta della casa dove c'era il giardino e la zona barbecue.
«Lorenzo,con la griglia, pensaci tu, cucina!» mi disse Miguel.
Ci alzammo tutti in piedi e l'atmosfera si fece ancora più fluida. Fu in quel momento che le cose cambiarono ritmo. Paola, che fino a prima era rimasta seduta, cominciò a gironzolarmi intorno. Era palesemente brilla e sfruttando la scusa del barbecue e il movimento generale, iniziò ad abbracciarmi, a chiedermi se mi servisse qualcosa, a guardarmi in un modo strano. C'era un atteggiamento decisamente ambiguo nei miei confronti, un gioco provocatorio che mi colse di sorpresa. La cosa più incredibile era che mia moglie, una che di solito nota ogni minimo dettaglio, quella sera era distratta dal caos generale e stranamente non si rese conto di nulla.
Dopo qualche minuto, ebbi bisogno di andare in cucina a prendere una cosa nel frigorifero. Non appena varcai la soglia, sentii dei passi dietro di me: era Paola. Prima che potessi dire una parola, mi sbatte contro il muro, mi cinse il collo e mi mise la lingua in gola.
Rimasi paralizzato, diviso tra un'eccitazione violenta e il panico più puro. Ricambiai il bacio per qualche istante, travolto dalla situazione, ma la paura che mia moglie o qualcun altro potesse entrare da un momento all'altro era troppa. Mi staccai e tornai subito fuori a cucinare, con il cuore a mille e le mani che tremavano sulla griglia.
Da quel momento iniziò un gioco estenuante come il gatto con il topo. Lei mi inseguiva ovunque e io scappavo, ma scappavo fino a un certo punto, perché sotto sotto la cosa mi piaceva eccome. Non appena capitava l'occasione di ritrovarci da soli dietro un angolo riparato del corridoio o dietro una colonna, ci cercavamo di nuovo: ci baciavamo con calore, io le infilavo la mano in mezzo alle gambe, nella fica, e lei mi stringeva il cazzo da sopra i pantaloni, in un'altalena continua di desiderio e terrore di essere scoperti.
Il culmine di questo inseguimento arrivò quando andai in bagno per fare pipì. Pensavo di avere un momento di tregua, ma la porta si aprì di scatto e Paola entrò, richiudendosela alle spalle. Senza esitare, si inginocchiò davanti a me, mi aprì i pantaloni e mi disse con voce bassa: «Dai, dammelo tutto in bocca». Non riuscii a resistere. Glielo lasciai succhiare per un attimo, ma la paranoia mi stava mangiando vivo; il minimo rumore fuori dalla porta mi faceva sudare freddo. Dopo poco la fermai, mi sistemai alla buona, uscii dal bagno e tornai di corsa in mezzo agli altri, cercando di darmi un contegno.
La festa andò avanti ancora, ma io ero ormai al limite. Quando arrivammo alla quarta o quinta cassa di birra finita, sentii che il mio corpo non reggeva più il mix di alcol e adrenalina.
«Ragazzi, devo dare forfait per un po', vado a stendermi dieci minuti perché sono completamente cotto», dissi al gruppo, salutando con la mano tra le risate degli altri.
Entrai nella penombra della camera da letto, barcollando, e mi sbattei sul letto così com'ero, chiudendo gli occhi. Ma non feci in tempo a prendere sonno. Sentii il clic della maniglia e la porta che si apriva piano: era di nuovo Paola.
Si avvicinò al letto, mi guardò dritta negli occhi e andò dritta al punto: «Ma allora che vuoi fare? Mi vuoi scopare o no?».
A quel punto, con l'alcol in circolo e la provocazione finale, non ci vidi più. Ogni freno inibitore saltò. La afferrai per i fianchi, la sbattei sul letto e in un attimo ci tirammo giù i pantaloni. La possedetti con una foga e una violenza cieca, come se non ci fosse un domani, un amplesso rapido e furioso che ci fece quasi uscire gli occhi dalle orbite. Durò pochissimo, tre minuti di moca duro e puro, un ritmo serrato finché non venimmo quasi insieme: io le vennero dentro completamente e lei godette subito dopo.
Senza dire una parola, col fiato corto, ci rivestimmo in fretta. Lei girò i tacchi e uscì dalla stanza per tornare in giardino dagli altri come se nulla fosse successo. Io, svuotato e tramortito dal vino e dalla stanchezza, crollai di sasso sul letto e mi addormentai profondamente.
P.S. La foto nel profilo in cui sono con una donna è stata scattata quella sera e la ragazza è propio Paola,che successivamente per qualche settimana diventerà la mia amante.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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